3 Settembre 2026

Fast Fashion

Durante l’anno 2026, i CEAS gestiti da Ecoistituto Mediterraneo, con il finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna, hanno realizzato diversi progetti dedicati alla sensibilizzazione su tematiche quali l’economia circolare e la fast fashion (la moda veloce e usa e getta). Tali temi sono stati analizzati insieme agli studenti e alle comunità locali per trovare alternative basate su riuso, riparazione e rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

A Baressa, con il progetto “Ri-Vestire il mondo: educare, creare e agire”, gli studenti del Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois” di Cagliari, affiancati dalle artiste Sarah Nonnemacher e Jubanna, hanno ideato e realizzato un’opera d’arte collettiva intitolata “Overflow—Traboccare”.

L’opera vuole offrire uno spunto di riflessione in chi la ammira, ispirando e valorizzando un cambiamento concreto che parte dalle abitudini e dalle scelte di ognuno di noi. Un invito ad agire dal locale al globale: dalle piccole comunità, come quella di Baressa, fino alle dinamiche che riguardano l’intero pianeta.

Il progetto realizzato ad Ussaramanna prende il nome “Erbe, Fili e Futuro”. Le ragazze e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, guidati dalla stilista Cristina Rubiu e con il supporto dell’associazione “Mind Your Mind”, hanno sperimentato tecniche di upcycling di abiti personalizzandoli con motivi sulle erbe spontanee della Marmilla.

Il progetto svolto dal CEAS Isola di Sant’Antioco “Ri-Vesti il Futuro” vede protagonisti gli studenti dell’Istituto Globale “Emilio Lussu” che hanno organizzato due eventi pubblici “Attacca bottone”, rivolti alla cittadinanza e ad altre classi dell’istituto di appartenenza.

A Capoterra, con “Nei tuoi panni”, il CEAS Laguna di Santa Gilla, l’Istituto “Sergio Atzeni” e la scuola primaria di Via Caprera, hanno collaborato con le sartorie locali trasformando indumenti inutilizzati e invenduti in capi unici, e dando vita a un laboratorio intergenerazionale: gli studenti più grandi hanno insegnato ai più piccoli come sistemare e personalizzare vecchi abiti. A fine percorso si è tenuta una sfilata ed è stato istituito a scuola un “armadio condiviso”, uno spazio dedicato allo scambio di abiti, per dare una seconda vita ai capi e adottare insieme abitudini più sostenibili.

A Busachi, con “Ritagli di Futuro”, gli studenti della scuola secondaria di primo grado e l’Associazione “Collegiu” hanno confrontato i tessuti sintetici con i materiali tradizionali (lino, cotone, orbace), e hanno decorato, grazie alla propria creatività, magliette con i motivi floreali
dell’abito tradizionale del paese attraverso stencil e vernici. In parallelo, è stato svolto il laboratorio di ricamo su tulle che ha coinvolto la cittadinanza di Busachi, che ha permesso di riscoprire e condividere tecniche della tradizione tessile locale, creando un collegamento tra saperi del passato e nuove forme di riuso creativo. L’iniziativa si è conclusa con un evento pubblico nel centro storico, durante il quale sono stati presentati gli abiti personalizzati durante i laboratori insieme agli abiti tradizionali locali.

Tutti i progetti hanno coinvolto attivamente sia gli studenti che le comunità locali. Tali iniziative hanno dimostrato, in territori diversi, che, sviluppando maggiore consapevolezza e, con l’impegno di tutti, è possibile trovare un’alternativa al fast fashion.

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